226 Frasi Di Seneca

1A me bastano poche persone, anzi una sola o addirittura nessuna. (Seneca)
2A volte domandiamo insistentemente cose che rifiuteremmo se qualcuno ce le offrisse. (Seneca)
3Abbandona ogni preoccupazione per la tua esistenza e te la renderai piacevole. (Seneca)
4Accogli serenamente l’inevitabile. (Seneca)
5Alcuni si immergono nei piaceri e, abituatisi, non ne possono più fare a meno e sono davvero infelici perché arrivano al punto che per loro il superfluo diventa necessario. (Seneca)
6Alessandro, re dei Macedoni, aveva incominciato a studiare la geometria per sapere, infelice, quanto fosse piccola la terra di cui aveva occupato una minima parte. (Seneca)
7Alla schiavitù più pulita è preferibile la morte più sozza. (Seneca)
8Anche la vita, se manca il coraggio di morire, è una schiavitù. (Seneca)
9Attraversa pure il mare, lascia che scompaiano terre e città all’orizzonte, i tuoi vizi ti seguiranno dovunque andrai. (Seneca)
10Avere amici tutti sarebbe faticoso: è sufficiente non averli nemici. (Seneca)
11Bisogna perseverare e rinvigorire il nostro spirito con una assidua applicazione, finché la tendenza al bene diventi saggezza. (Seneca)
12Cerca di capire cosa è necessario e che cosa è superfluo. Il necessario ti si offrirà spontaneamente dappertutto, il superfluo dovrai cercarlo sempre con grandi sforzi. (Seneca)
13Certi animali, per non essere scovati, confondono le loro orme intorno alla tana: devi fare lo stesso, altrimenti non mancheranno i seccatori. (Seneca)
14Che c’è di tanto ridicolo quanto cercare la morte, se proprio per paura della morte ti sei reso la vita impossibile? (Seneca)
15Che cosa aspetti? Di aver esaudito tutti i tuoi desideri? Non arriverà mai quel momento. (Seneca)
16Che cosa servono a quel tizio ottant’anni trascorsi nell’inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente. (Seneca)
17Che differenza c’è se ci cade addosso il casotto delle sentinelle o un monte? Nessuna. Eppure c’è chi teme di più quest’ultima evenienza, sebbene entrambe siano ugualmente mortali: abbiamo più paura delle cause che degli effetti. (Seneca)
18Chi accoglie un beneficio con animo grato paga la prima rata del suo debito. (Seneca)
19Chi muore sereno come è nato ha conquistato la saggezza. (Seneca)
20Chi non si ritiene molto felice, anche se è padrone del mondo, è un poveretto. (Seneca)
21Chi non è in grado di vivere il presente, è in balia del futuro. (Seneca)
22Chi si adatta bene alla povertà è ricco. (Seneca)
23Chi è impreparato, teme anche le piccolezze. (Seneca)
24Chi è morto non sente nessun male: se lo sente non è morto. (Seneca)
25Chi è nobile? Chi dalla natura è stato ben disposto alla virtù. (Seneca)
26Chi è padrone di sé non perde niente. (Seneca)
27Chi è più infelice dell’uomo che dimentica i benefici e ricorda i torti? (Seneca)
28Chiedi perché questa fuga non ti sia di aiuto? Tu fuggi con te stesso. (Seneca)
29Ci sono tre cose da evitare con cura: l’odio, l’invidia e il disprezzo. (Seneca)
30Colui al quale il delitto porta giovamento, quello ne è l’autore. (Seneca)
31Colui al quale è troppo caro il proprio corpo, tiene in poco conto la virtù. (Seneca)
32Come si troverebbero bene certe persone se si staccassero da sé stesse! E invece si opprimono, si affliggono, si guastano, si spaventano, tutto da soli. (Seneca)
33Come è dolce aver estenuato e abbandonato le passioni! (Seneca)
34Come è insensato disporre della propria vita, se non siamo padroni neppure del domani! (Seneca)
35Comportati con il tuo inferiore come vorresti che il tuo superiore agisse con te. (Seneca)
36Concedete al corpo solo quanto basta a mantenerlo in salute. (Seneca)
37Conta più lo stato d’animo che il luogo dove tu arrivi, perciò l’animo non va reso schiavo di nessun posto. (Seneca)
38Correre qua e là non ti servirà a niente: tu vai in giro con le tue passioni, i tuoi mali ti seguono. (Seneca)
39Critica te stesso; ti abituerai a dire e ad ascoltare la verità. (Seneca)
40Della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto. (Seneca)
41Della ricchezza gode soprattutto l’uomo che non ne sente affatto il bisogno. (Seneca)
42Di ciò che possediamo niente è necessario. (Seneca)
43Diventa buon vino quello che, nuovo, sembrava acerbo e aspro; mentre il vino gradevole già nella botte non regge all’invecchiamento. (Seneca)
44E’ cosa egregia imparare a morire. (Seneca)
45E’ davvero un ingrato chi, quando perde qualcosa, non si sente debitore per averla avuta. (Seneca)
46E’ debole e vile chi si dà la morte per paura del dolore, e insensato chi vive per soffrire. (Seneca)
47E’ il povero che conta le sue pecore. (Seneca)
48E’ inevitabile tanto perdere la vita, quanto perdere i beni e, se lo comprendiamo, questo è proprio un conforto. Impara a perdere tutto serenamente: dobbiamo morire. (Seneca)
49E’ l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi (Lucio Anneo Seneca)
50E’ ridicolo correre verso la morte per stanchezza della vita, quando è il tuo sistema di vita che ti fa correre incontro alla morte. (Seneca)
51E’ tanta la stupidità, anzi la follia degli uomini, che alcuni sono spinti alla morte dal timore della morte. (Seneca)
52E’ troppo tardi essere sobri quando ormai si è al fondo. (Seneca)
53E’ un infame chi pretende dalla moglie il pudore, ma seduce le donne altrui. (Seneca)
54E’ una grande ricchezza la povertà regolata dalla legge di natura. (Seneca)
55E’ veramente felice e padrone di sé chi aspetta il domani senza preoccupazione: se uno dice: “Ho vissuto”, ogni giorno alzarsi al mattino gli appare come un guadagno. (Seneca)
56E’ vergognoso dire una cosa e pensarne un’altra: ma scrivere una cosa e pensarne un’altra lo è ancora di più. (Seneca)
57E’ vergognoso vivere di rapina, morire di rapina, invece, è bellissimo. (Seneca)
58E’ vivo chi è utile a molti, è vivo chi fa buon uso di sé stesso; quelli che si nascondono, immobili nel loro torpore, stanno in casa loro come in una tomba. (Seneca)
59Ecco una delle cause dei nostri mali: viviamo imitando il prossimo e non ci facciamo regolare dalla ragione, ma trascinare dall’abitudine. (Seneca)
60Evitate tutto ciò che piace al volgo e che viene dal caso; fermatevi sospettosi e pavidi di fronte ad ogni bene fortuito: l’esca alletta fiere e pesci e li inganna. (Seneca)
61Fa conto di essere andato ad Atene o a Rodi; scegli a tuo piacere la città: che importanza hanno gli usi e i costumi locali? Tu ci porti i tuoi. (Seneca)
62Facciamo in modo che la nostra vita, come tutte le cose preziose, non conti per la sua estensione, ma per il suo peso; misuriamola dalle azioni, non dal tempo. (Seneca)
63Fare naufragio, finire sotto una vettura sono casi rari, anche se gravi: mentre dall’uomo viene all’uomo un pericolo costante. (Seneca)
64Gli infanti, i fanciulli, i pazzi non temono la morte; e allora è proprio vergognoso che la ragione non sia in grado di darci quella serenità interiore a cui porta l’assenza di raziocinio. (Seneca)
65Gli insulti degli ignoranti bisogna ascoltarli senza scomporsi, e se uno aspira alla virtù deve disprezzare il disprezzo stesso. (Seneca)
66Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie. (Seneca)
67Gli uomini oggetto di invidia sono destinati a scomparire: alcuni verranno eliminati, altri cadranno. La prosperità è inquieta: si tormenta da sé. (Seneca)
68Ha più valore superare le difficoltà che moderare le gioie. (Seneca)
69Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte. (Seneca)
70I desideri naturali hanno limiti ben definiti, quelli nati da una falsa opinione non ne hanno: il falso non ha confini. (Seneca)
71I piaceri del palato sono simili ai ladri egiziani, che strangolano con un abbraccio. (Seneca)
72I precetti sono come i semi: danno grossi risultati, eppure sono piccola cosa. (Seneca)
73I rapporti con una gran quantità di persone sono deleteri: c’è sempre qualcuno che ci suggerisce un vizio o ce lo trasmette o ce lo attacca a nostra insaputa. (Seneca)
74I vizi si insinuano più facilmente attraverso i piaceri. (Seneca)
75I vizi ti allettano con una ricompensa: al servizio della virtù devi vivere gratuitamente. (Seneca)
76Il cielo è minaccioso prima che si scateni la tempesta, gli edifici scricchiolano prima di crollare, un incendio lo preannuncia il fumo: il danno che proviene dall’uomo è improvviso e si mimetizza con più cura quanto più è vicino. (Seneca)
77Il culmine di una vita felice è una sicura tranquillità e una inalterata fiducia in essa. (Seneca)
78Il destino di una persona salita tanto in alto è precipitare. (Seneca)
79Il dolore – Se ti posso sopportare, sei leggero; se non posso, durerai poco. (Seneca)
80Il dolore è leggero se non lo accresci con la tua suggestione. (Seneca)
81Il fuoco è la prova dell’oro, la sventura quella dell’uomo forte. (Seneca)
82Il miglior odore del corpo è non averne nessuno. (Seneca)
83Il piacere sta sul filo, e si muta in dolore se non ha misura. (Seneca)
84Il più potente è colui che ha se stesso in proprio potere. (Seneca)
85Il saggio in ogni cosa guarda al proposito, non all’esito; cominciare dipende da noi, del risultato, invece, decide la sorte e io non le riconosco il diritto di giudicarmi. (Seneca)
86Il saggio vivrà non quanto può, ma quanto deve. (Seneca)
87Il tempo scorre velocissimo e ce ne accorgiamo soprattutto quando guardiamo indietro: mentre siamo intenti al presente, passa inosservato, tanto vola leggero nella sua fuga precipitosa. (Seneca)
88Il valore, quando è sfidato, si moltiplica. (Seneca)
89Il vero bene, saggezza e virtù, non muore, è sicuro ed eterno; è l’unica cosa immortale che tocca ai mortali. (Seneca)
90Immagina di abbracciare l’immensità del tempo e l’universo, e poi paragona all’infinito quella che chiamiamo vita umana: vedrei come è poca cosa questa vita che desideriamo e cerchiamo di prolungare. (Seneca)
91L’anima è più forte di ogni fortuna, indirizza da sé le cose in un senso o nell’altro ed è causa della propria felicità o infelicità. (Seneca)
92L’applauso della folla è la prova dell’empietà di una causa. (Seneca)
93L’attesa del castigo è già una pena. (Seneca)
94L’esistenza sia una giusta combinazione tra moralità e morale predominante. (Seneca)
95L’ira sfrenata genera pazzia. (Seneca)
96L’ubriachezza non è altro che volontaria follia. (Seneca)
97L’uomo che non solo decide di morire, ma trova anche il modi di farlo, è grande. (Seneca)
98L’utilità dà la misura del necessario: ma il superfluo in che modo si può misurarlo? (Seneca)
99La calamità è l’opportunità della virtù. (Seneca)
100La memoria rinnova l’angoscia della paura, il prevedere il futuro ce l’anticipa; nessuno è infelice solo per il presente. (Seneca)
101La menzogna è uno schermo sottile; se guardi con attenzione, è trasparente. (Seneca)
102La metà della vita la passiamo dormendo. (Seneca)
103La morte che tanto temiamo e rifiutiamo interrompe la vita, non la elimina. (Seneca)
104La morte ci consuma giorno per giorno, non ci trascina via all’improvviso. (Seneca)
105La morte non viene una volta sola: quella che ci porta via è l’ultima morte. (Seneca)
106La morte ti viene incontro: la dovresti temere se potesse rimanere con te: ma necessariamente o non è ancora arrivata o passa oltre. (Seneca)
107La morte è così poco temibile che proprio per merito suo non dobbiamo temere nulla. (Seneca)
108La natura del dolore è eccellente, perché, se si protrae, non può essere grande, e se è grande, non può protrarsi. (Seneca)
109La nostra vita è quasi un nulla; e tuttavia, pazzi, facciamo progetti a lungo termine. (Seneca)
110La saggezza non si prende in prestito, e nemmeno si compra. La stupidità, invece, si compra quotidianamente. (Seneca)
111La saggezza procura subito la ricchezza: la dà rendendola superflua. (Seneca)
112La solitudine è per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo (Seneca)
113La sorte produce spesso mediocrità destinate alla massa, ma alle cose straordinarie dà pregio il fatto stesso di essere rare. (Seneca)
114La vecchiaia è una malattia inguaribile. (Seneca)
115La vita degli sciocchi è spiacevole, inquieta, tutta proiettata al futuro. (Seneca)
116La vita è come un dramma: non conta quanto è lunga, ma se viene rappresentata bene. (Seneca)
117La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata (Lucio Anneo Seneca)
118Le difficoltà rafforzano la mente, come la fatica rafforza il corpo. (Seneca)
119Le donne nella libidine poi non sono da meno dei maschi: destinate per natura a un ruolo passivo (che gli dei le fulminino), hanno escogitato un genere così perverso di impudicizia da montare gli uomini. (Seneca)
120Le idee migliori sono proprietà di tutti (Seneca)
121Le nostre malattie sono nuove, come nuovo è il nostro genere di vita. (Seneca)
122Le paure aumenteranno proporzionalmente ai successi. (Seneca)
123Lo stolto, tra gli altri mali, ha anche questo: incomincia sempre a vivere. (Seneca)
124Mantenere i propositi fatti richiede più impegno che concepire onesti propositi. (Seneca)
125Mi domandi quale sia la giusta misura della ricchezza? Primo avere il necessario, secondo quanto basta. (Seneca)
126Moriamo ogni giorno: ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce. (Seneca)
127Moriamo peggiori di quando siamo nati. La colpa è nostra, non della natura. (Seneca)
128Nessun male è grande se è l’ultimo. (Seneca)
129Nessuno ha concluso niente: rimandiamo sempre tutto al futuro. (Seneca)
130Nessuno può vivere felice se bada solo a sé stesso, se volge tutto al proprio utile: devi vivere per il prossimo, se vuoi vivere per te. (Seneca)
131Nessuno si preoccupa di vivere bene, ma di vivere a lungo. (Seneca)
132Nessuno è più infelice che la maggior parte di quelli che sono generalmente ritenuti felici. (Seneca)
133Nessuno è tanto vecchio da non poter sperare in un altro giorno di vita. (Seneca)
134Niente ci appartiene, solo il tempo è nostro. (Seneca)
135Noi abbiamo più buon senso quando le cose vanno male: quando vanno a gonfie vele, ci tolgono la capacità di intendere. (Seneca)
136Non avere niente che ci infiammi e ci sproni, niente che metta alla prova la nostra fermezza d’animo con le sue minacce e i suoi assalti, ma giacere in una tranquillità imperturbata non è quiete: è apatia. (Seneca)
137Non bisogna guardare quale sia il premio di una giusta azione: il premio maggiore consiste nella giustizia. (Seneca)
138Non c’è nessun motivo di vivere, nessun limite alle sventure, se si teme tutto quello che può accadere. (Seneca)
139Non c’è niente che giovi quanto starsene tranquilli e parlare pochissimo con gli altri e il più possibile con sé stessi. (Seneca)
140Non credere che si possa diventare felici procurando l’infelicità altrui (Lucio Anneo Seneca)
141Non dobbiamo cercare di vivere a lungo, ma di vivere abbastanza; vivere a lungo dipende dal destino, dalla nostra anima vivere quanto basta. (Seneca)
142Non dobbiamo possedere nulla che procuri un grande guadagno a chi voglia sottrarcelo. (Seneca)
143Non dà gioia il possesso di nessun bene, se non puoi dividerlo con altri. (Seneca)
144Non fa differenza tra desiderare e avere. (Seneca)
145Non giudicare gli uomini dalla diversità dei monumenti funebri e delle tombe che adornano le strade: la cenere rende tutti uguali. (Seneca)
146Non importa morire presto o tardi, ma morire bene o male; morire bene significa sfuggire al pericolo di vivere male. (Seneca)
147Non perdi nulla del tempo che ti è stato assegnato; quello che lasci non ti appartiene. (Seneca)
148Non puoi credere che uno diventi felice se rende infelici gli altri. (Seneca)
149Non puoi sapere dove ti attenda la morte: perciò aspettala dovunque. (Seneca)
150Non puoi sfuggire al destino, puoi solo vincerlo. (Seneca)
151Non può vivere una vita serena chi si preoccupa troppo di prolungarla e annovera tra i grandi beni i molti anni vissuti. (Seneca)
152Non rinviamo niente: chiudiamo ogni giorno il bilancio con la vita. Il difetto maggiore dell’esistenza è di essere sempre incompiuta e che sempre se ne rimanda una parte. (Seneca)
153Non sempre la vita va conservata: il bene non consiste nel vivere, ma nel vivere bene. (Seneca)
154Non si scoprirebbe mai niente se ci si considerasse soddisfatti di quello che si è scoperto (Seneca)
155Non viene dall’esterno il nostro male: è dentro di noi, sta nelle stesse nostre viscere e, perciò, difficilmente possiamo guarire: ignoriamo di essere malati. (Seneca)
156Non è bella la donna di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella la cui bellezza nel suo insieme distoglie dall’ammirare le singole parti. (Seneca)
157Non è la deformità del corpo a rendere brutta l’anima, ma la bellezza dell’anima a far bello il corpo. (Seneca)
158Non è mai poco quello che è abbastanza (Seneca)
159Non è tuo ciò che la fortuna ha fatto tuo. (Seneca)
160Non è un’arte quella che arriva allo scopo per caso. (Seneca)
161Ogni evento che si è aspettato a lungo, giunge più sopportabile. (Seneca)
162Ogni giorno deve essere organizzato come se fosse l’ultimo e concludesse la nostra vita. (Seneca)
163Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire. (Seneca)
164Ogni tipo di ambizione ha questo grave difetto: non guarda indietro. (Seneca)
165Pensa a chi vuoi, giovani, vecchi, uomini maturi: li troverai ugualmente timorosi della morte, ugualmente ignari della vita. (Seneca)
166Pensa alla morte. (Seneca)
167Penso tra me e me quanti sono gli uomini che esercitano il corpo e quanto pochi quelli che esercitano la mente; quanta gente accorre a un passatempo inconsistente e vano, e che deserto intorno alle scienze; che animo debole hanno quegli atleti di cui ammiriamo i muscoli e le spalle. (Seneca)
168Per l’uomo non ci sono certezze e la fortuna non lo conduce necessariamente alla vecchiaia: lo congeda a suo piacimento. (Seneca)
169Per molti fu causa di timore l’essere temuti. (Seneca)
170Per molti la ricchezza non ha segnato la fine delle loro miserie, ma solo un cambiamento. (Seneca)
171Perché ti stupisci se viaggiare non ti serve? Porti in gito te stesso. Ti perseguitano i medesimi motivi che ti hanno fatto fuggire. (Seneca)
172Possedere un bene non serve a niente se non si è pronti a perderlo. (Seneca)
173Povero non è chi ha poco, ma chi vuole di più. (Seneca)
174Preferisco l’insuccesso al disimpegno. (Seneca)
175Prima di diventare vecchio ho cercato di vivere bene, ora che sono vecchio cerco di morire bene: ma morire bene significa morire volentieri. (Seneca)
176Primo segno di un animo equilibrato è la capacità di starsene tranquilli in un posto e in compagnia di sé stessi. (Seneca)
177Proponiti una meta da non oltrepassare neppure volendo; allontana finalmente i beni pieni di insidie; sembrano migliori quando si spera di ottenerli che una volta ottenuti. (Seneca)
178Qual è il sommo bene dell’uomo? Comportarsi secondo natura. (Seneca)
179Quando ci sembra che si avvicini un pericolo di morte, consideriamo quanto ci sono vicini altri pericoli di cui non abbiamo paura. (Seneca)
180Quando insegnano, gli uomini imparano. (Seneca)
181Quando la si desidera, una cosa sembra straordinaria, ma dopo averla ottenuta nessuno è soddisfatto. (Seneca)
182Quanto si ingannano quegli uomini che bramano di spingere il loro dominio al di là del mare e pensano di essere veramente felici se occupano militarmente molte regioni e alle vecchie ne aggiungono di nuove, e sono ignari di quale sia quello straordinario potere, pari al potere degli dei: il dominio di sé stessi è il più grande dominio. (Seneca)
183Quanto è insensato l’oratore che si allontana felice per gli applausi di un pubblico ignorante! (Seneca)
184Quello che tu chiami schiavo pensa che è nato come te, gode dello stesso cielo, respira la stessa aria, vive e muore, come viviamo e moriamo noi. Puoi vederlo libero cittadino ed egli può vederti schiavo. (Seneca)
185Ricorda sempre quali vantaggi hai conseguito; e quando guarderai quante persone di stanno davanti, pensa a quante ti stanno dietro. (Seneca)
186Ricordati di spogliare gli avvenimenti dal tumulto che li accompagna e di considerarli nella loro essenza: capirai che in essi non c’è niente di terribile se non la nostra paura. (Seneca)
187Ritirati in te soprattutto quando sei costretto a stare tra la folla. (Seneca)
188Sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. (Seneca)
189Sbagliamo a temere l’ultimo giorno: ogni giorno concorre in egual misura alla morte. (Seneca)
190Se giudichi il denaro un bene, ti angustierà una povertà falsa. (Seneca)
191Se guardiamo un pezzo di legno perfettamente diritto, immerso nell’acqua, ci sembra curvo e spezzato. Non ha importanza che cosa guardi, ma come guardi: la nostra mente si ottenebra nello scrutare la verità. (Seneca)
192Se uno non sa di sbagliare, non vuole correggersi: devi coglierti in fallo, prima di correggerti. (Seneca)
193Se uno non vuole morire, non vuole vivere: la vita ci è stata data con la condizione della morte; noi avanziamo verso di essa. (Seneca)
194Se uno sente il bisogno della ricchezza, teme di perderla; ma nessuno può godere di un bene che gli dà preoccupazione. (Seneca)
195Se uno vuole quanto basta, ha ciò che vuole. (Seneca)
196Se vivrai secondo natura, non sarai mai povero; se vivrai secondo le opinioni, non sarai mai ricco. (Seneca)
197Se vuoi liberarti da ogni preoccupazione, pensa che avverrà senz’altro quello che temi e, qualunque sia quel male, misuralo con te stesso e poi valuta attentamente la tua paura: sicuramente ti renderai conto che il male temuto o non è grave o non durerà a lungo. (Seneca)
198Se vuoi rendere ricca una persona, non devi aumentargli i beni, ma diminuirne i desideri. (Seneca)
199Se vuoi sottomettere a te ogni cosa, sottomettiti alla ragione; farai da guida a molti se la ragione farà guida a te. (Seneca)
200Se vuoi valutare te stesso, metti da parte il denaro, la casa, la tua posizione, esaminati all’interno. (Seneca)
201Si può capire il carattere di una persona dal modo in cui accoglie le lodi (Seneca)
202Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente. (Seneca)
203Siamo tutti schiavi dello stesso destino; se uno nasce, deve morire. (Seneca)
204Sono nato per un solo cantuccio, la mia patria è il mondo intero. (Seneca)
205Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà. (Seneca)
206Spesso il vivere bene consiste proprio nel non vivere a lungo. (Seneca)
207Talvolta anche vivere è un atto di coraggio. (Seneca)
208Ti stupisci che fuggire non ti serva? I mali che fuggi sono in te. (Seneca)
209Traversare gli oceani, cambiare città, a cosa serve? Se vuoi liberarti dai tuoi affanni non devi trasferirti altrove, ma diventare un altro. (Seneca)
210Tutto ciò che eccede il bisogno è un peso superfluo e pesante a reggersi. (Seneca)
211Tutto è instabile, fallace e più mutevole di ogni burrasca: tutto è sconvolto e muta per i capricci della sorte: fra tanto variare delle vicende umane, la sola cosa certa è la morte; eppure, tutti si lamentano della sola cosa che non inganna nessuno. (Seneca)
212Un bene che può essere dato, può anche essere tolto. (Seneca)
213Un grande pilota sa navigare anche con la vela rotta. (Seneca)
214Un malfattore può avere la fortuna di rimanere nascosto; ma non ne ha mai la certezza. (Seneca)
215Un tempo si cercava l’amicizia, oggi il profitto. (Seneca)
216Un tetto di foglie copre bene quanto uno d’oro. (Seneca)
217Un viaggio è incompiuto se ci si ferma a mezza strada o prima del punto stabilito; la vita non è incompiuta, se è virtuosa. (Seneca)
218Una piccola somma data in prestito crea un debitore, una grossa crea un nemico. (Seneca)
219Una vita più lunga non è necessariamente migliore, ma una morte attesa più a lungo è senz’altro peggiore. (Seneca)
220Uno assiste l’amico ammalato: bravo! Ma lo fa per ereditare: è un avvoltoio, aspetta il cadavere. Le stesse azioni possono essere oneste o disoneste: quello che conta è il perché o il modo in cui sono fatte. (Seneca)
221Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. (Seneca)
222Vivere non è poi una gran cosa: tutti i tuoi servi, tutte le bestie vivono: l’importante è morire con dignità, saggezza e coraggio. (Seneca)
223Vivi in modo da non avere segreti nemmeno per i tuoi nemici. (Seneca)
224Vivi una vita ritirata, ma nascondila agli altri. (Seneca)
225Vuoi disprezzare il piacere del cibo? Guarda che fine fa. (Seneca)
226Vuoi sapere che cosa sia il vero bene o da dove venga? Te lo dirò: dalla buna coscienza, dagli onesti propositi, dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, dal tranquillo e costante tenore di vita di chi segue sempre lo stesso cammino. (Seneca)
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