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Frasi Di Luciana Litizzetto





Luciana Littizzetto.

Ma quei capelli li' sono tuoi o li tingi col Minestrone del Casale?

Quando se n'e' arrivata la prof di Mate gia' mi stavo incazzata come un cobra. Quella mi fa "Sabbrina facciamo i logaritmi!". Ma io ci ho detto: "Ohhh… i logaritmi me li faccio a casa col Tantum Verde, quando ci ho le placche!"

Oggi Tury mi ha detto: "Minchia, Sabbry, dopo la moto, il calcetto e il totonero sei la prima nei miei pensieri!".

Bisogna vivere come i gigli dei campi. E cosi' voglio fare: baciata dal sole, lambita dal vento e pisciata dai dobermann.

Di notte sono sonnambula, di giorno sono giornambula (Minchia, troppo simpatica).

Oggi Tury mi ha detto: "Minchia, Sabbry, ti amo come e' vero che faccio i 18 con un litro!".

Oggi Tury mi ha detto: "Minchia, Sabbry, ma ci hai sempre le mani sudate! Quando ci camminiamo mano nella mano mi sembra di portare a spasso un capitone!".

La misura ideale delle tette e' a coppa di champagne. Le mie sono a tappo di champagne.

Oggi Tury mi ha detto: "Minchia, Sabbry, mi piaci perche' sei dura come i cerchioni della mia Alfasud!".

Mia madre ha detto a mio padre che gli avrebbe fatto le lasagne. Ma poi se ne e' scordata e, quando mio padre e' arrivato a casa, lei gli ha dato del brodo. Miiiii, mio padre s'e' incazzato! Ha sbattuto il piatto sul tavolo, e ha urlato a mia madre: "Pina, segnati le ossa che te le mischio!".

La prof. mi ha detto di darle il diario. Allora io ho preso l'agenda e gliel'ho tirata. Miiiii, l'ho beccata in faccia! L'hanno ricoverata all'ospedale. Con tutti i punti che le hanno dato, si poteva vincere un'insalatiera del Mulino Bianco!

Ho un diavolo per capezzolo dalla rabbia che m'è venuta. Mi hai proprio fatto uscire
dai gamberi.

A scuola ci hanno fatto studiare la Divina Commedia, di Santi Licheri.

Ho letto un libro: "La ragazza di Pube". Sei tu? (Lettera del fidanzato di Sabry)

Voglio che il mio uomo abbia un treno nelle mutande, con sopra Celentano!

La bambina recita la poesia: Scarpettine colorate,/ scarpettine ricamate, / ricamate di seta verde…/ ... Per calpestar le merde!

Ti do uno schiaffo cosi' forte che quando finisci di girare i tuoi vestiti sono passati di moda.

Oh amore! Tu per me sei come il pranzo di Natale, come il rutto di Capodanno, come le pulizie di Pasqua!

Non ti piaccio cosi' come sono? Vuoi che mi rifaccia il seno? Hai ragione, due tette sono troppo poche, ne voglio tre, una mensola. Poi ci metto sopra le piante grasse. Mi rifaccio anche il naso. Lo faccio alla francese. A forma di Tour Eiffel.

Ho tanti di quei peli che la mattina mi sveglio con la rugiada.

Quando il gioco si fa duro, i duri si chiedono se è il caso.

Io li detesto quelli che dicono: "No, io la macchina non la prendo perché inquina". Ok. È cosa buona e giusta. Allora muoviti a piedi, in bici, sul tapis roulant, usa il monopattino, veleggia in aliante, prova a spostarti nell'aria come il mago Copperfield, ma non stracciare l'esistenza a me chiedendomi di venirti a prendere sotto casa, immenso pirla che non sei altro!

"Ma come? Mi dicevi amore... micina, sei tutto per me, sei la donna della mia vita, se faccio dei figli li voglio fare con te... e adesso mi tratti come un caco marcio? Ma, scusa, se mi dicevi quelle cose lì, voleva dire che mi amavi". "Certo. Levati quell'amo dalla bocca che stai soffocando. Cretina".
Silvana invece, che è una gran brava donna, tempo fa aveva detto alla vicina di casa molto anziana di chiamarla in caso di bisogno. Così la poverina l'ha presa in parola. Ieri le ha suonato alla porta e le ha chiesto di farle un clistere.
Pensavo, per stasera... Io mi metto la pelle di daino sulla gobba e ti taglio la strada come un capriolo! Tu mi tiri sotto, poi tu mi raccogli più morta che viva e mi sbatti sul cofano per fare la constatazione amichevole e mi copri di polenta taragna.
Oh, Humbert non hai mai fatto nulla per me! Non mi hai mai ronzato intorno, mai posato su di me uno sguardo, perfino di notte non mi russi addosso... ti giri dall'altra parte... oh, Humbert... ogni merda ha la sua mosca tranne me! Posati addosso a me come un tafano grasso, grosso, peloso e pesante che ranfia anche solo ad alzarsi da terra!
Ti piaccion le strafighe? Ti piacciono quelle con le tette grosse? Beh, me le faccio come due colapasta! E poi mi faccio mettere due interruttori al posto dei capezzoli che quando schiacci si accendono le lenti a contatto!
Ora, non so se voi sapete... ma esistono donne che fanno mercimonio del proprio corpo e per danaro ti vendono la cosa che hanno di più... usata. Il mondo maligno le chiama prostitute ma per noi sono le piccole anime povere della notte... Troie !
Non è possibile. Negli aeroporti ci sono temperature da circolo polare artico, sugli aerei si respira la bora, sui treni o ti brasi o trovi le stalattiti e negli autogrill viste le condizioni climatiche i baristi sono vestiti sempre di rosso e ti vendono i panettoni tutto l'anno perché per loro è sempre Natale.
Dicono che il corpo umano sia composto per il novanta per cento di acqua. E il resto? Cazzate, suppongo. Tempo fa riflettevo. Cosa fa un corpo per mantenersi in vita? Mangia e fa la cacca. In buona sostanza la differenza tra quello che abbiamo mangiato e la cacca che abbiamo fatto siamo noi. Capito? Siamo solo uno stupido resto. Il netto rimasto tra il prendere e il lasciare. Viviamo sereni. E anche tu, Megane Gale, vola basso!
Pazienza, sono rimasta tutta biodegradabile. Ma adesso mi impegno, faccio la maschera almeno una volta la settimana. Dove? Al Teatro Garignano? Mah. Per queste rughe non basta una crema. Mi sa che ci vuole direttamente una smerigliatrice.
La primavera dovrebbe farmi sbocciare e invece mi sto seccando come una pianticella di erica. Se mi scuoto perdo i pezzi. Ho lo stesso colore delle ostriche. Ma non della perla. Proprio del guscio rugoso.
Io ne conosco una di chirurga estetica. Lei che lo fa di mestiere, si sistema le labbra da sola. Infatti ce le ha tutte storte e sgonfie come un canotto. Dice che per eliminare le guanciotte da pesca melba non c’e’ niente di meglio che togliersi i molari. Che comodo!
Herpes. L’unica soluzione rimane la seguente: se ti chiedono – Cos’hai sul labbro?- rispondi: 'Ho fatto il piercing. Ma non e’ permanente'.
C’e’ chi dice addirittura che il pelo sia una cosa molto naturale e femminile. Come l’imene. Grazie. Pero’ il pelo invece di sparire cresce. Se io non mi sto dietro sulle cosce mi spunta un prato verde. La mattina mi sveglio con la rugiada!
Depilazione. Una soluzione molto pratica a questo punto potrebbe essere andare in bici ad occhi chiusi. E’ un attimo rasparsi fino alle caviglie e, poi, tolte le croste, tolto tutto. Oppure puoi provare con la depilazione definitiva. Pero’ ci vuole un sacco di tempo. Una mia amica l’ha fatta. Ci ha messo tre anni. Adesso non ci ha piu’ un pelo sulle cosce…ma ci ha una barba!
Dire ad un parrucchiere “fai tu” e’ come fare bongee jumping senza elastico.
Luly adesso sta con uno che ha cento denti di cui almeno una diciottina non sono suoi. Sembrano fatti di latte condensato. Molly flirta con un infermiere che fa i prelievi e che ha la faccia di Nosferatu e Cresy sta con una specie di Mister Bean ma piu’ brutto. Se ne vedono proprio di cozze e di crude.
Squash. Questo sport e’ una specie di tennis. Il vantaggio e’ che non perdi mai la pallina perche’ ti rimbalza dappertutto. Lo svantaggio e’ che perdi quasi sempre l’uso della cornea perche’ ti rimbalza nell’occhio. Infatti il rumore che fa e’ appunto: Squash.
La palestra in realta’ e’ anche un luogo di socializzazione. Si divide tutto. Attrezzi, macchine, verruche e funghi.
Molti mi dicono: "Eh, ma con quel fisico li’, cosi’ magrolino, cosi’ rachitico, dovresti fare un po’ di sport, anche per difesa personale". Sai che faccio? Piuttosto mi compro una pistola.
Ma incaponirsi e’ inutile. D’altra parte per anni ci siamo fatti consigliare un formaggio molle da una coreana pur sapendo che da quelle parti non esistono nemmeno le mucche, figuriamoci se e’ il caso di insistere. E’ come se chiamassero me a fare la pubblicita’ del sushi nell’emittente nazionale di Tokio.
Come il rospo deve avere la sua foglia di ninfea, il tenente Colombo il suo impermeabile e Bertinotti il portaocchiali, cosi’ anche le donne non possono fare a meno di un accessorio vitale dal quale raramente si separano: la borsetta. Vedrete che a giorni anche gli scienziati troveranno nella catena del genoma umano femminile tracce di borsa.
Ma quali fasci di rose rosse, ma quali bouquet di mammole!? Date retta a me: mazzi di scarpe. Questo e’ il desiderio inconfessabile di ogni femmina!
Antipasto: ostriche. Che saranno anche afrodisiache ma a me fanno schifo. Passi per il sapore che a me ricorda vagamente un infradito di gomma in riva al mare ma e’ la consistenza che mi stringe il pomo d’Adamo.
Anche la Molly ha smesso di spasimare per uno quando l’ha visto mettere un dito nel latte per vedere se era caldo. Anche Walter smise di colpo di corteggiare una tipa fichissima. Ad una festa si avvicino’, le sussurro’ piano all’orecchio un complimento e lei con un fil di fiato: - Grazie – Da allora non la vide mai piu’. Ci aveva un alito che sembrava avesse mangiato una Clark’s.
Si tratta della classica sindrome del seme di pomodoro. Cio’ che diventano gli uomini quando cominciano a sentirsi legati. Piccoli, poco nutrienti, pelosetti e scivolosi. Quando il gioco si fa duro, i duri si chiedono se e’ il caso.
In amore sono importanti le piccole cose. Che ti regali un fiore? No, molto meno. Che si lavi i piedi, per esempio.
Io ho un amico che siccome possiede otto comandi li tiene tutti in una cesta come una cucciolata di micini. Il fatto strano e’ che mentre i telefonini con il passar del tempo, si fanno sempre piu’ piccoli, i telecomandi al contrario lievitano in maniera impressionante.
L’eleganza e’ dentro di te. Ma dove?
C’e’ comunque una prova inconfutabile per verificare l’entita’ della pigrizia di lui. Il modo in cui fa la pipi’. Spiatelo. Se fa la pipi’ da seduto rassegnatevi. Se si stanca a fare quello, figuriamoci il resto!
Il cagnone del mio vicino di casa, per esempio non fa la cacca normale. No. Cola dei bronzi. E per di piu’ in mezzo al marciapiede, che fa piu’ glamour. Ma il padroncino suo dice che non puo’ raccoglierla perche’ non trova il palettino adeguato. Amore... affitta uno spazzaneve, una daga, una ruspa, sprofondare in una sabbia mobile come quella del tuo cane e’ roba da Indiana Jones.
Comunque. Questo mi dice: - Sai, io non bevo. Non fumo. Non mangio la carne. Non vado in discoteca, odio la musica italiana e non vado mai al cinema – Ecco. Allora ti aspetto al posteggio. Mi porti a casa tu, o prendo un taxi?
Io vorrei conoscere di persona gli ideatori della pubblicità degli assorbenti femminili. Secondo me sono tutti uomini. E sostanzialmente pazzi. Io non mi do pace. Cercate di fare mente locale. Secondo loro, noi donne, durante tutto il mese non facciamo niente. Al massimo quattro salti in padella. Ma in quei giorni, ci parte una vena e facciamo nell'ordine: la ruota in palestra, la finale di un torneo di pallavolo, ci aggrappiamo ad un semaforo e facciamo la giravolta, balliamo il tango, lanciamo gavettoni, si incastra una merda di aquilone su un albero e saliamo noi su una scala a riprenderlo, saltiamo persino di schiena in ascensore per specchiarci di dietro e verificare che non ci siano tracce sospette (avendo noi messo, naturalmente, un bel paio di pantaloni bianco latte. Perchè siamo cretine.) Ma non è orribile? Non è assolutamente brutto da vedere? Qualche anno fa ci facevano anche buttare da un aereoplano con un assorbente tra le sgrinfie, ma, grazie a Dio, ci hanno fatto perdere questa cattiva abitudine. Il problema comunque è stato presto risolto. Da paracadutiste siamo diventate centaure. Eh sì. Se ci gira prendiamo l'assorbente e ci saltiamo sopra. Come in moto (di media o alta cilindrata, dipende dal flusso). C'è invece chi, in quei giorni, fa la restauratrice. " E va de qua, e va de là, e fa er giro girotondo..." ma l'importante è che mette l'assorbente con le ali vive. Che impressione...Ci vogliono far credere che sto robo ha a che fare con un uccello, ma lo sappiamo che non è la stessa cosa. Cosa dirà la LIPU? Ma io mi chiedo: questi signori qui l'hanno mai guardata davvero una donna in quei giorni? Suppongo di sì. E allora perchè non avvicinarsi alla realtà ed ammettere una delle poche verità consolidate? Le donne in quei giorni stanno male. A meno che non si gonfino di pillole naturalmente. Starebbero tutto il giorno a fare la muffa sul divano, bere tisane e leggere "Torino Sette". Non fossero che devono alzarsi per andare a lavorare non muoverebbero un alluce! Non hanno neanche la voglia di scendere a fare la spesa, figuriamoci di sfinirsi in palestra. Ma incaponirsi è inutile. D'altra parte per anni ci siamo fatti consigliare un formaggio molle da una coreana pur sapendo che da quelle parti non esistono nemmeno le mucche, figuriamoci se è il caso di insistere! E' come se chiamassero me a fare la pubblicità del sushi nell'emittente nazionale di Tokyo.
E poi mi incalza:- Potrei essere l’uomo della tua vita? – Che domanda. Beh, si’. Potresti essere l’uomo della mia vita se la mia vita durasse quindici giorni al massimo.
Ma non finisce qui. Anche togliere una briciola od un capello dall’abito della corteggiata la mette psicologicamente in ginocchio. E se lei non ha nemmeno un minuscolo pezzettino di forfora? Levatele un bottone.
Se voi pulzelle siete a cena con lui e volete sedurlo fate cadere qualcosa. Io ho provato. Gli ho fatto cadere il telefonino. Temo di non averlo sedotto.
Partiamo da Cleopatra. Cosa ci avvicina a lei? Nulla. Io non riesco nemmeno a far vivere il papiro in tinello…
E’ arrivata l’estate. A Marzo. Un bel passo avanti, per carita’. A Giugno apriranno le piste di Courmayeur, ad Agosto i bimbi torneranno a scuola ed a Settembre frate Indovino iniziera’ una terapia dallo psichiatra.
Non mi dite che non l’avete mai fatto. Di sfilarvi le scarpe sotto il tavolo, dico. C’e’ un unico rischio: che alla fine del pranzo si scambino per errore. Io, per esempio, sono entrata al ristorante con due decollete’ mezzo tacco blu marine e sono uscita con un anfibio e un sandalo da frate.
Una volta sono andata con due colleghe a trovare un’amica che aveva appena partorito. Un ragno. Un tipo bruttino e rugosetto… E noi tutte: - Che buono! Com’e’ dolce…non piange mai…- persino carino era una parola esagerata. E la mamma: - Sai, non ce la faccio a portarlo fuori. E’ brutto – E noi: - Ma noooo, non e’ poi cosi’ brutto, vedrai che poi crescendo… E lei: - No, e’ brutto fuori. E’ il tempo che e’ brutto!
Odio viaggiare. Soffro l’auto, mi irrita l’odore di pelo bruciaticcio dell’aereo, perdo i sensi anche solo in canotto. Temo le sbandate del riscio’ e cado in trance sul Pendolino. Detesto le partenze e odio gli addi, io, che mi stanco solo sognando.
Domandiamoci: perche’ gli attaccapanni degli armadi sono sempre meno degli abiti che devi appendere? E perche’ le cose che stanno in un cassetto piccolo piccolo, a malapena riesci a farcele stare in uno molto piu’ grande? E per quale motivo va via la luce quando hai programmato il videoregistratore? E come mai il postino viene a consegnarti la raccomandata nell’unico momento in cui sei uscita a comprare il pane?
E poi c’e’ il computer e quando c’e’ lui, c’e’ sempre l’amico, quello che di robe di informatica ne sa. L’amico ha smesso di parlare come un cristiano normale ormai da tempo, non ti chiede piu’ come stai ma quanta ram hai, il numero dei giga del tuo hard disc, e trema alla notizia che il virus non ha contagiato te ma solo i tuoi files.
Poi siamo cresciuti, siamo andati alle medie e abbiamo smesso di lavarci per un triennio circa…
Bene. Io vorrei conoscere personalmente i signori che di mestiere inventano i nomi delle medicine. Quelli che prendono lo stipendio per battezzare le supposte.
Ma il massimo, l’apice della follia umana sta racchiuso nel nome di un farmaco per urinare che si chiama (giuro, esiste) Ben Ur. Ma vi rendete conto? Perche’ allora non chiamare quello contro la diarrea Quo Vadis?
Rocco Siffredi pare sia un fenomeno della natura. Non si offendano i maschietti ma pare si parli di misure ai confini della realta’. Roba che potevano girare il remake di Rocco e suo fratello o al limite Uccellacci uccellini. Ventisette centimetri e’ tanto. E’ come una mensola del tinello.
C’e’ chi e’ furbo e chi meno. Io posso ragionevolmente considerarmi membra onoraria del secondo gruppo. Ho fatto la cosa piu’ disgustosa che un essere umano possa immaginare. Ho pestato una cacca. Succede a tutti, si’ certo. Ma non a piedi nudi!
Questioni di cesso. Basta con sta festa della donna. Ammucchiamo queste maledette mimose e facciamo un falò. Ormai ci siamo emancipate, siamo uguali agli uomini. Viene l'infarto anche a noi. Cosa vogliamo di più? La prostata forse? o la barba... visto che i baffi già li abbiamo. Un esempio per tutti, la questione bagno. La gestione quotidiana del cesso scatena vere e proprie guerre sociali. Sono anni che lui e lei lottano per avere gli stessi diritti. Risultato? Parità assoluta. Come mai proprio sulle toilette si scatenano le bufere? Non è difficile... perchè il bagno è un tempio, un luogo sacro dove si celebrano i riti personali più svariati. Perchè nel bagno non si va solo a fare, nel bagno si sta, è un pensatoio, una volta entrati non si esce più. Hai voglia a bussare. E l'asse del water? loro la lasciano su. E noi? due volte su tre ci accomodiamo sulla ceramica gelida e malediciamo il giorno in cui siamo fidanzate. A meno che loro non siano della banda della goccia e a noi tocchi fare pipì in bilico come le guide alpine. Loro si tagliano le unghie dei piedi sparandole ovunque come boomerang e noi lasciamo capelli in giro come liane. E poi c'è la polemica del dentifricio. Noi che siamo creative lo schiacciamo a caso, da metà, dall'alto, come un brufolo, come un campanello. E loro si imbufaliscono... loro che lo spremono da anni con certosina precisione dal basso verso l'alto. Peccato che tutto 'sto puntiglio non lo mettano a farsi la doccia. Le loro docce sono alluvioni, disastri naturali, tocca chiedere lo stato di calamità. Ripicca migliore non c'è che usare il loro rasoio per depilarci i polpacci. Noi facciamo tric trac e loro sbrat... si scarnificano come Scarface. Io lo faccio sempre, ma di nascosto, perchè se lui mi becca mi gira la testa al contrario come per uccidere i polpi.
L'auto dell'uomo e l'auto della donna. In una coppia normale sposata o convivente è regola comune che la macchina bella venga usata dall'uomo e che alla donna spetti d'ufficio il catorcio. Motivo? tanto lei la usa solo per andare a fare la spesa. Poi che il supermercato sia a Mogadiscio o a Timbuctu questo non è un problema del capofamiglia. E non lo è neanche il fatto che lei vada a lavorare, porti i figli al corso di jujitsu, al catechismo, alle feste di compleanno degli amici di scuola. E vada lui dal commercialista, e porti la suocera dal reumatologo... Le donne macinano chilometri peggio di camionisti, su trabiccoli che fanno rumori di un cingolato, con portiere che si aprono solo dal di dentro e specchietti retrovisori che stanno su con il chewingum. Intanto lui cambia i cerchioni della macchina bella e li mette in lega. Sì perchè lui ha cura dell'auto e noi no. Ma come facciamo ad avere cura di un cesso che sta insieme per una legge fisica non ancora conosciuta? E noi che non la laviamo, meglio che stia sporca, così la polvere camuffa. E che ci possiamo fare se abbiamo i cali di pressione? Dobbiamo per forza tenere sul sedile qualche pavesino e una banana annerita per i casi di emergenza. Si sul cruscotto c'è anche un rossetto mezzo sciolto... ohhh siamo donne oltre che gambe c'è di più. Le labbra per esempio. Intanto lo stradario è ancora nel cellophane, tanto non lo sappiamo leggere. Vogliamo parlare invece di quei buchini sul sedile della macchina bella? Saranno mica i mozziconi di sigaretta buttati dal finestrino davanti e rientrati a boomerang da quello dietro? E la simpatica borsa da palestra lasciata a stagionare per settimane nel bagagliaio? Ma portiamo un po' di rispetto per che fa regolarmente arrivare i soldi in casa delle assicurazioni. Chi si ferma con i verdi? Noi! Chi inchioda quando ha la precedenza? Noi. E chi paga? gli altri ovviamente! Voi intanto continuate pure a coprire l'auto con il telone e magari rimboccatele pure gli angoli, che non prenda freddo.
Gli uomini normali non esistono. Mettiamocelo bene in testa: di uomini normali non ne esistono in circolazione. Ce ne saranno in Italia al massimo una dozzina e uno è di sicuro il marito di quella cretina della vostra vicina di casa che non avete mai potuto sopportare. Quella che ha l'acume di un pupazzo Furby, il cervello di tufo e le unghie così lunghe che non si sa come faccia anche solo a schiacciare gli interruttori della luce. Gli uomini, per noi single già frollate, qualcuna anche brasata, sono gli avanzi di magazzino. Quelli fallati, gli scarti, i resi. La domanda sorge spontanra: ma scusa se i maschietti rimasti soli sono difettosi, allora, se tanto mi dà tanto, anche le donnine libere tanto a postino non sono. Errore madornale: esiste uno scarto numerico che ci libera dall'incubo di essere imperfette. Per ogni uomo ci sono sette donne e mezza in stand-by pronte a scagliarsi tra le sue braccia. Ed è chiaro che ogni tanto cadano nel vuoto, si lanciano a corpo morto e precipitano a terra spalmandosi come fette di pane e Nutella. Che fare? adeguarsi... cosa nient'affatto facile perchè i maschietti liberi sono sempre faticosi. Incapaci di affrontare la vita senza crogiolarsi nel guano delle loro depressioni. Prima fra tutte le lamentazioni, la terribile, spaventosa e inarrestabile caduta dei loro capelli. Un argomento che ci sta a cuore meno della colture della soia in bassa padana. "Ma secondo te sono stempiato?" Stempiato... è una parola grossa... sei praticamente calvo, che riluci al sole col tuo frontone liscio come la ceramica inglese. Certo che li perdi i capelli, la mattina il tuo cuscino sembra di peluche e il tuo cranio una tundra coperta solo di muschio e licheni. E adesso ti piazzerò in fronte anche un bel paio di corna così fai la renna tesoro pitipù!
Ho deciso che da grande mi voglio fare un lavoro di concetto. Il concetto di non fare un cazzo.
I maschi son cosi'. Passano la vita a non accorgersi. Non si accorgono mai di niente. Zompano tra le nuvole con fette e fette di pancetta coppata sugli occhi. Quando si tratta di hi-fi, aggeggi meccanici, baracche di alta precisione e' diverso. In quel caso diventano linci. Sfoderano occhi a cannocchiale. Occhi al laser che notano le minuzie. Poi arrivano a casa e si trasformano in talponi. Il classico e' quando la donna va dal parrucchiere. Mettiamo che noi, dopo mesi e mesi di dibattiti cosi' solitari da rasentare il monologo (perché il taglio o non taglio dei nostri capelli gli interessa meno dell'estinzione del coccodrillo del Nilo), decidiamo di potarci la criniera. Via. Via le trecce morbide dall'affannoso petto e avanti col taglio alla maschietto. Orgogliosissime arriviamo a casa, rasate come un chi-ua-ua, con giberne di speranza in petto. Lui ci guarda, ci parla anche e non fa una piega. Niente. Manco un pieghino piccolo piccolo. Allora noi, che siamo accoglienti come dame di San Vincenzo, gli diamo un aiutino. Gli cominciamo a passeggiare sui piedi nella speranza che un incontro ravvicinato di questo tipo sortisca qualche frutto. Macché. Allora proviamo a prendere a testate il citofono, cosi', per attirare l'attenzione. Nulla. Anche se ci sentiamo un po' come San Sebastiane Martiri di Mantegna, zeppe di frecciate, non demordiamo. Passiamo a qualcosina di un po' piu' concreto. Magari una domanda. La classica: non noti niente? E lui: ti e' spuntata una verruca sul mento o e' un pezzo di corn flakes? Col cuore gonfio d'amarezza allora confessiamo: ma tesoro... mi sono tagliata i capelli, non vedi? E lui: ah si'... ma poco. Ma come poco? Ha tagliato via 20 cm di doppie punte! Come dovevo tornare a casa? Pelata come Demi Moore nel Soldato Jane perché tu te ne accorgessi, immane balengo? Ma perché non ti cuci sul gile' una bella iniziale come nella Lettera Scarlatta. Ma invece di cucirti la A di adultero ricamati una bella P di pirla. Cosi' chi ti incontra risparmia la fatica di scoprirlo. Ma in fondo cosa posso pretendere da uno che quando gli ho detto di comprarmi un vestito da sera e' arrivato a casa con un pigiama, sul telefonino tiene la suoneria di Gig Robot d'Acciaio e il giorno del nostro anniversario mi ha regalato una torta con su decorata la nave di Titanic spezzata in due?
L'utero? Me lo faccio mansardare e lo affitto ammobiliato.
Ho un desiderio di maternità a intermittenza... si, no, si, no, si, no. Come le luci di emergenza dell'automobile. Comunque il mio fidanzato mi ha tranquillizzata. Mi ha detto che piuttosto di fare un figlio si butta nell'olio bollente. E' sempre stato un uomo di sfumature...
Mi sa che il vero uomo è un pò come l'apparizione di un UFO, tutte un pò ci credono, tutte un pò ne parlano, ma nessuna giurerebbe davvero di averlo visto.











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Pubblicato su: 2007-06-03 (34238 letture)

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